Esoterismo ed essoterismo

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Chartres

Esoterismo ed essoterismo

Vorrei usare un poco della conoscenza che ho accumulato durante questi anni di studi e di approfondimenti di arte, simbologia e religione per cercare di fare luce sulla grande confusione e sulle superstizioni che ancora oggi impregnano il mondo. Se è vero che il sonno della ragione genera mostri, è altrettanto vero che l’ignoranza li nutre e li incattivisce.
Dunque, iniziamo dall’inizio…

La parola religione ha tre possibili etimologie che ne esprimono ognuna un carattere fondamentale: dal latino relegĕrescegliere ed in senso lato, cercare, guardare con attenzione, avere riguardo, avere cura. Dal latino religāre =  unire insieme, legare. E infine dal latino religĕrescegliere.
Durante il Medioevo non si cercavano etimologie strettamente filologiche e si tendeva a scegliere quella che conteneva il significato simbolico più profondo e più adatto a ciò che si voleva dire.
Per questa ragione i mistici scelsero la seconda etimologia, quella che intende la religione come qualcosa che ha come fine ultimo unire, legare. E ciò che intende legare è il mondo terreno e quello celeste, il visibile e l’invisibile, lo spirito e il corpo.
Anche io dovendo scegliere un significato prediligo questo e, pensando a questa parola, nel mio modo di ragionare che spesso procede per immagini e metafore, davanti a me appare una corda d’oro che mi lega al Cielo, al mistero della vita, e che mi spinge ad arrampicarmi, e seguire un percorso di ricerca.

Detto questo, mi sembra chiaro che una religione che mi deve guidare verso lo spirito dovrebbe avere poco a che fare con il mondo materiale e la sua morale quotidiana e terrena. Dovrebbe invece essere tutta dedita alla ricerca, al pensiero, alla sfera celeste.
Mi spiego meglio: che Dio si preoccupi della vita sessuale o civile degli esseri umani sarebbe divertente, se non fosse quasi una bestemmia. Persino pensando alle divinità classiche mi risulta difficile credere che gli antichi greci interpretassero in modo letterale le disavventure amorose delle proprie divinità.
Il contesto umano, sociale, è un puro “accidente”, mutevole e poco rilevante. La morale delle diverse religioni nasce in situazioni storiche ben determinate e si adatta a quelle esigenze, proponendo modelli che portino a un benessere collettivo. Alcuni precetti sono assolutamente relativi e caducei, altri invece derivano da un buon senso atavico e profondo che riesce a mantenersi valido nei secoli.
Il problema è che tutto questo non conta. O, meglio, non conta molto.

Chi ancora va in chiesa la domenica si trova ad ascoltare sermoni moralistici, dedicati al corretto modo di comportarsi per essere bravi cristiani, ispirati alla bontà e alla carità, a una fede da vivere tutta in questo mondo. Nulla di male, ma ecco che il significato di religare cambia ancora, e la religione diventa un potente mezzo di unione di una comunità, che finisce per avere gli stessi valori. Un mezzo di unione e di potere, lo dico senza alcun tipo di giudizio critico, poiché  alla sopravvivenza di un qualsiasi popolo occorrono valori, legami, riti. E anche fede.
Però, lo ripeto, tutto questo conta poco. Perché la morale cambia di continuo, procede lentamente come la deriva dei continenti, impercettibile, ma inarrestabile.
E questo è solo un volto della religione, quello che viene chiamato essoterismo.
In tutte le religioni, infatti, esistono due tipi di dottrine, che convivono e si avvinghiano l’una all’altra formando un tutt’uno: il sapere essoterico (dal suffisso greco ex, esterno, ovvero accessibile a tutti) e quello esoterico (dal suffisso greco es, interno, nascosto, riservato).
Entrambe queste forme religiose hanno la loro funzione e sono vitali per la reciproca esistenza.
Se dovessi usare una similitudine potrei dire che l’essoterismo è il corpo, mentre l’esoterismo è l’anima di una religione.
Oggi una parte del pensiero comune è abituata a pensare all’esoterismo come a qualcosa di oscuro, di vagamente demoniaco, di perverso e pericoloso.
Un’altra parte lo ha trasformato in una parodia superficiale e stupida, abbeverandosi di vaghe teorie New Age. Non so cosa sia peggio, non esiste nulla di più distorto.
L’esoterismo è quella parte di rivelazione nascosta (definizione che costituisce un vero e proprio ossimoro), è la strada difficile ed eroica, quella dove il fedele non si limita ad attendere Dio , ma lo chiama, lo va a cercare.
L’esoterismo è la via che prevede il lavoro dell’uomo su se stesso, la sua lenta e faticosa trasformazione da piombo a oro, interpretando a una a una le metafore del microcosmo (il nostro mondo) per scoprire i segreti del macrocosmo (il mondo di Dio).
Non sono io che lo dico e nemmeno i maghi, gli occultisti, i saltimbanchi dello spirito. A dirlo sono le immagini scolpite nelle chiese, quelle dipinte nei codici miniati delle bibbie e dei libri d’ore, e i testi illuminati del Cantico dei Cantici, dell’Apocalisse o di santi come San Bernardo.
La religione essoterica si affida a un Dio che non comprende e non gli fa domande, celebra i suoi riti per scandire la vita. La religione essoterica cerca di raggiungere Dio, di comprenderlo o almeno intuirlo.
L’ebraismo ha la cabala.
I mussulmani hanno il sufismo.
Le religioni orientali hanno il taoismo e lo yoga.
Il Cristianesimo tramandò le sue conoscenze esoteriche attraverso l’Ordine dei cavalieri del Tempio, attraverso i costruttori delle grandi cattedrali, attraverso i Fedeli d’Amore di cui faceva parte Dante, attraverso gli Gnostici (perseguitati e uccisi), ma soprattutto attraverso le esperienze dei grandi mistici e delle grandi mistiche, che ricercavano l’unione con Dio durante la loro vita terrena, e la perseguivano con l’esperienza della vita monastica, dello studio e della preghiera.
Qualcosa del pensiero esoterico cristiano si travasò nel simbolismo dell’alchimia e sopravvisse così all’oblio, ma viene di continuo schernito, denigrato o male interpretato, con letture risibili fatte in chiave letterale.
Di tutto questo rimane poco o niente: nulla dei templari, nulla dei segreti degli scalpellini, poco del misticismo, che è divenuta una via quasi impossibile nel mondo contemporaneo. I monaci, di clausura oppure no, sono sempre meno, e la voce silenziosa della loro preghiera diviene sempre più flebile.
In compenso ci sono un bel po’ di preti sorridenti, spesso provenienti da altre culture e da altre religioni, che popolano le messe, suonano la chitarra, giocano a calcio nel campetto dell’oratorio.
Davvero dovrei credere che siano in grado di “religarmi” a Dio? Io non ci riesco, e buona parte della popolazione cristiana ha la mia stessa reazione.
Le chiese si svuotano.
Il senso si è perso, sono rimaste le parole, come gusci vuoti, che a volte sono gabbie, altre sassi da scagliare.
È evidente a tutti che il Cristianesimo e la Chiesa cattolica, vivono un grande declino.
I fedeli diminuiscono e quelli che restano lo sono solo in superficie, e si ribellano alla maggioranza degli assurdi dettami che appartengono alla morale di un tempo che non esiste più.
Così i riti vengono abbandonati, sviliti, e l’essere umano resta solo e fragile.
Le nuove chiese somigliano a mostruosi capannoni industriali, dove la bruttezza uccide anche quel poco di spiritualità che resta  viva negli antichi testi.
Perché il corpo, senza la sua anima, muore e la religione essoterica, senza il suo cuore profondo ed esoterico, si spegne insieme alle candele davanti all’altare.
La gente ha dentro di sé un’intelligenza profonda, un istinto che la guida verso il mistero anche quando non ha idea di cosa sia davvero il Mistero, anche quando è quotidianamente sommersa da idiozie come gli ultimi modelli di cellulari o i risultati del campionato.
Parlate a un ragazzino del Graal, parlategli della ricerca, e vedrete come i suoi occhi si illumineranno, e scorgerete come nei lineamenti del suo viso apparirà un giovane cavaliere ardente. Portatelo in una cattedrale, mostrategli i mostri e le sirene che la popolano, fatelo camminare sotto le arcate, dentro l’armonia della matematica fatta pietra capace di risuonare con l’universo. Mostrategli le vetrate, i giochi di luce che seguono il corso del sole, che seguono le stagioni, che svelano il significato delle costellazioni.
Non abbiate paura dei gatti neri, andate oltre la superstizione, capitene i segreti.
Ascoltate la voce dei simboli eterni, la voce di Dio.
Solo così la nostra religione ritroverà il suo fascino, solo così avrà senso.
Se fossi nata nel Medioevo sarei stata considerata eretica? Bruciata come strega?
No, sarei stata uno degli artisti che pazientemente trasformavano la voce di Dio in pietra e immagini, avrei disseminato conoscenza sotto forma di simboli, lasciando che la loro forza parlasse alle anime e all’inconscio della gente con più potenza di qualsiasi sermone.

Di tanto sapere esoterico cristiano ormai perduto, forse solo questo ci rimane: il potere del simbolo. Ed è per questo che quando entriamo in una chiesa, soprattutto gotica o romanica, oppure quando siamo davanti a un grande capolavoro dell’arte, percepiamo ancora forte l’afflato dello spirito, e finalmente la presenza di Dio.

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