Tir nan Og

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Tir nan Og, la Terra dell’eterna giovinezza, la Terra sotto l’onda, il solo nome bastava a evocare bellezza e purezza. Il paesaggio a poco a poco mutò, la prateria si sollevò dolcemente in piccole colline tondeggianti. Ora cavalcavano più lentamente, dentro una valle assolata, nell’erba alta punteggiata di giallo dai denti di leone fioriti.

L’elfo estrasse da una tasca una manciata di fiori secchi: “Mangiale, sono primule, rendono visibile l’invisibile…”

Gala ne prese un pizzico tra le dita e le osservò, poi portò la mano alle labbra e le infilò in bocca. Bastarono pochi secondi, la ragazza trasalì: tutto intorno a loro apparve uno sfarfalleggiare di piccole creature, fate seminude dalle lunghe ali iridescenti, folletti verdi e ronzanti che zigzagavano a pochi centimetri dal suo naso per osservarla da vicino, esseri azzurri simili a libellule dalle orecchie lunghe e appuntite, bambine ridenti con ali di farfalla che la salutavano e le gettavano sul capo petali di fiori, esseri minuscoli e luminosi come lucciole.

(da “La viaggiatrice di O – 2 – Nel labirinto”)

 

Illustrazione tratta dal libro “Fate” di Bryan Froud e Alan Lee

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