Archivio mensile:marzo 2016

Habemus Gala!

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Questo è il link dove da oggi  potete acquistare la nuova avventura de “La viaggiatrice di O”!

Buon viaggio…

E.

 

 

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Il corvo

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Posso solo dirti che il corvo è un simbolo della nigredo, l’opera al nero, quella fase in cui distruggere e lasciarsi distruggere sembra più giusto che tentare di costruire…”

 

(Mama Soup, La viaggiatrice di O – 2 – Nel labirinto)

La viaggiatrice di O-finale-B - Copia

Nelle leggende russe i corvi sono gli spiriti delle streghe.

Nella mitologia nordica, due corvi osservano il mondo e le sue follie con i loro piccoli occhi neri: sono Huginn e Muninn, Pensiero e Memoria, i corvi di Odino.

Per i celti il corvo è l’uccello che accompagna la dea Morrigan sul campo di battaglia, per raccogliere le anime dei guerrieri.

Il corvo è ambiguo, inquietante: goffo e altero, profeta di morte e di sventura e allo stesso tempo rivelatore dei misteri più profondi. Le sue ali un tempo furono bianche, ma Apollo, il dio del sole e della profezia a cui l’uccello era consacrato, lo punì per avergli portato una triste notizia e rese le sue penne color della notte.

In alchimia il corvo sta posato sul corpo esanime del Re: custodisce la putrefazione, la dolorosa metamorfosi, la sua trasformazione. È il signore scuro e alato che sovrintende alla Nigredo, alla Melancolia, che è al contempo la fine, il sepolcro, e il ventre materno e buio da cui deriva ogni inizio.

Quando la trasformazione sarà giunta al termine, quando ognuno di noi avrà attraversato perdite, sconfitte, dolore e paura, quando penseremo che tutto sia perduto e avremo rinunciato persino a noi stessi, solo allora il corvo, che un tempo era bianco e ora è nero, tornerà a essere candido e luminoso, per sancire la nostra vittoria.

Non tema sventura chi sente la sua voce, la sventura fa parte della vita, e il corvo non viene per fare paura, il corvo viene per insegnare a trovare quei doni che la sventura nasconde.

 

(La bellissima illustrazione è un particolare della copertina disegnata da Paolo Barbieri)

Il labirinto

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“Per entrare nel labirinto devi lasciare che il labirinto entri nella tua mente! Non è difficile, si trova già lì…”

 

(Kundo, La Viaggiatrice di O – 2 – Nel labirinto)

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Dov’è il vero labirinto?

Sotto i nostri piedi, nel marmo e nella pietra, nella penombra delle antiche mura di Notre Dame di Chartres oppure nella nostra mente?

Dov’è il labirinto, dentro o fuori?

Da migliaia di anni il labirinto si rincorre attraverso l’immaginario di ogni civiltà e religione: è il simbolo di chi cerca la strada della conoscenza, accettando il rischio di perdersi e anche quello di incontrare il Minotauro, il mostro che si nasconde dentro ognuno di noi.

I pellegrini che giungevano alla grande cattedrale lo percorrevano in ginocchio, meandro dopo meandro, pregando, perché al centro del labirinto era (ed è ancora…) custodito un fiore d’oro, fatto di verità e consapevolezza.

Se per sconfiggere il Minotauro ci vuole il coraggio di Teseo, per uscire dal labirinto ci vuole il gomitolo di Arianna, ma attenzione perché Arianna è anche Aracne, il ragno e la tessitrice. I loro nomi si richiamano per assonanza e il labirinto è allo stesso tempo una ragnatela, che può intrappolare per sempre chiunque non possieda un filo da seguire, tessuto di fede e amore.

La viaggiatrice di O – 2 – Nel labirinto

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def La viaggiatrice di O-cover

Su Amazon è già possibile prenotare l’ebook del secondo romanzo de La viaggiatrice di O – Nel labirinto!

L’uscita ufficiale è prevista per il 31 marzo… sotto il segno dell’ariete, combattivo e testardo!

La copertina, anche questa volta, l’ha disegnata il bravissimo Paolo Barbieri che ringrazio…

Link per la prenotazione:

http://www.amazon.it/gp/product/B01CAQ9I72?redirect=true&ref_=s9_simh_gw_p351_d0_i1

 

La viaggiatrice di O – 2 – Nel labirinto

Una città nella città, nascosta tra i palazzi, tra i negozi e le strade trafficate di Torino: è la città dei maghi e delle streghe viaggianti di O. Gala vive qui: è una strega di quindici anni pigra ed egocentrica, dotata di un grande potere che ancora non conosce fino in fondo. Viaggia nel tempo per difendere dai negromanti le opere d’arte che custodiscono i segreti magici e la conoscenza. Kundo è il suo maestro, un vecchio monaco medievale, irascibile e dotto, messo a riposo per un oscuro sospetto che grava su di lui. La missione che viene loro affidata è estremamente pericolosa: salvare la grande cattedrale di Notre Dame di Chartres dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Da qui il viaggio li porterà molto oltre i confini del tempo e dello spazio: nella terra delle fate, dove tutto è ambiguo e non è facile distinguere il bene dal male, né scegliere da che parte stare. Gala dovrà affrontare tutti i suoi incubi peggiori, imparare ad amare e anche a perdere chi ama. Dovrà discendere nel grande labirinto disegnato sul pavimento di Chartres e in quello più profondo della sua anima per trasformare il potere dell’oscurità in una nuova luce.