Archivio mensile:maggio 2013

Oggi sono stata intervistata da una ragazzina di dodici anni che vuol fare la scrittrice. E dire che la scrittrice qui presente vorrebbe tanto fare la ragazzina dodicenne…

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1.Dove lavora ?

Lavoro a Torino, sono professoressa di lettere in una scuola media e lavoro come storica dell’arte. Da qualche anno faccio anche la scrittrice, e questo lavoro ha il grande vantaggio che posso svolgerlo ovunque e in ogni momento, soprattutto a casa, seduta alla scrivania sgranocchiando biscotti…

2.Che percorso di studi a svolto?

Dunque… dopo le medie ho frequentato il liceo classico, poi mi sono laureata in Lettere, con l’indirizzo di Storia dell’arte, e ho seguito anche alcuni corsi all’Accademia di Belle arti, perché mi piaceva molto dipingere

3.In che anno a conseguito il suo titolo di studio?

6 febbraio 2001, me lo ricordo come fosse oggi, e quando sono uscita dall’aula dove ho discusso la mia tesi di laurea ero così contenta che mi sono messa a cantare a squarciagola We are the champions dei Queen!

4.Per lo svolgimento della sua professione è importante seguire corsi di aggiornamento? Perché?
Certo, sia come scrittrice sia come insegnante. Ma non si tratta di veri e propri  corsi, si tratta di un aggiornamento continuo che bisogna effettuare su sé stessi, per avere sempre nuovi spunti per inventare storie, per conoscere cosa scrivono gli altri autori, per migliorare il proprio stile. Bisogna studiare, leggere saggi e romanzi di ogni genere, vedere film, ascoltare canzoni e imparare a osservare la gente e il mondo.

5.Di quali conoscenze teoriche ha bisogno nello svolgimento del suo lavoro?
Grammatica, lessico, sintassi prima di tutto, ma questo (anche se a scuola è difficile crederlo…) diventa un bagaglio leggero da portare con sé, un po’ come per il musicista che quando ha imparato a suonare non fa più fatica a riconoscere le note o i diversi tipi di ritmi: il suo orecchio è abituato a sentire quando la nota è giusta o sbagliata senza più dover pensare, ecco, anche l’orecchio dello scrittore funziona così. Poi bisogna conoscere la letteratura, di ogni tempo, antica e contemporanea, e conoscere i suoi meccanismi, i trucchi del mestiere.

6.Quali capacità professionali sono necessarie?
Fantasia, pazienza, attenzione, capacità di immedesimarsi negli altri, costanza, umiltà e anche presunzione.

7.Che strumenti usa?
Il computer, ormai è parte di me…

8.Quasli compiti svolge? Mi racconta le sue giornate tipo?
Prima di tutto porto avanti gli altri miei lavori, perché scrivere è bello, ma ci vogliono anni prima di poter vivere di romanzi, e a volte non basta neppure. Per cui vado a scuola dai miei studenti, spiego, sgrido, rido e interrogo; poi penso alla mia famiglia e alle sue necessità, e alla fine mi ritaglio qualche ora di pace, magari di sera o di notte e inizio a immaginare le storie che voglio raccontare. Quando ho dei periodi con pochi impegni inizio a scrivere, e in quei periodi ogni momento è buono per mettermi al computer a lavorare. Successivamente inizia il lavoro di correzione e riscrittura, che mi piace molto anche se è faticoso: è come quando uno scultore si mette a rifinire una statua dopo che l’ha abbozzata e la fa diventare liscia e perfetta, tanto da sembrare viva.

9.Se volessi intraprendere la sua professione, che consigli mi darebbe?

Di farlo per amore, prima di tutto, in questo modo scrivere sarà sempre un piacere, sia che la tua carriera proceda bene, sia che tu non spicchi il volo. E poi ti direi di essere seria nelle cose che fai e di cercare di migliorare sempre. Per farlo bisogna leggere tanto e scrivere ancora di più, e bisogna accettare i consigli degli altri, le critiche e le correzioni anche quando danno fastidio. Ancora una cosa… non dimenticarti mai di come sei adesso e dei tuoi sogni da bambina, conservali come un tesoro, non sai quante buone idee sono nascoste in quei ricordi e nella magia degli anni che stai vivendo.

In bocca al lupo (a te e a me…)

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